Secondo itinerario: da Piazza delle Erbe a Castelvecchio

Secondo itinerario: da Piazza delle Erbe a Castelvecchio

Quarta tappa - Chiesa di Sant’Eufemia

Punti di interesse

16 - La chiesa romanico-gotica di Sant’Eufemia, a Verona, lungo Via Francesco Emilei, accoglie molte testimonianze dell’insorgenza del 1797. Il Conte Augusto Verità, Martire delle Pasque Veronesi, ha qui la sua ultima dimora terrena, nel sesto altare a sinistra.

La chiesa trecentesca di Sant’Eufemia sorse nel 1331 su precedenti edifici di culto, elevata dai frati agostiniani, all’epoca numerosissimi. Alla chiesa sono annessi due chiostri seicenteschi e quello che un tempo era il Monastero, tutti gravemente danneggiati dai bombardamenti anglo-americani nella Seconda Guerra Mondiale.

L’Ordine agostiniano e la chiesa furono beneficati dai Della Scala, i Signori di Verona. La chiesa, soppressa sotto occupazione francese nel 1797 e poi da Bonaparte nel 1806, fu riaperta al culto con la prima restaurazione austriaca (1798).

Due altari della chiesa, il quinto, l’uno sulla fiancata destra e l’altro su quella di sinistra, furono commissionati rispettivamente dalle Corporazioni cittadine dei panettieri (pistori) nel 1736 e degli osti nel 1744.

Sant’Eufemia presenta molti motivi d’interesse per l’appassionato delle Pasque Veronesi. Accoglie infatti le spoglie del Conte Augusto Verità, fucilato dai francesi di Bonaparte a destra di Porta Nuova il 16 maggio 1797, per essere stato l’anima della sollevazione. Inizialmente gettata nella nuda terra, la salma del Conte Verità fu poi tumulata nella tomba di famiglia in Sant’Eufemia il 7 febbraio 1798, quando gli austriaci liberarono Verona dall’oppressione rivoluzionaria. [immagini 17, 18 e 19]

In precedenza la chiesa era stata adibita dai Comandi francesi a ospedale militare (lo sarà anche durante le tre guerre fratricide fra italiani del 1848, 1859 e 1866, in epoca risorgimentale). Sant’Eufemia subì perciò molti furti da parte della soldataglia napoleonica: fra gli altri, le tre formelle dell’ancona dell’altare della sagrestia, opere di Andrea Briosco, detto il Riccio, oggi al Museo del Louvre e oggi sostituite in Sant’Eufemia da copie lignee.

I francesi non esitarono addirittura a fare a brani tele preziose rubate in Sant’Eufemia, per cavarne più profitto. [immagini 21 e 22]

I militari transalpini non esitarono a disseppellire i cadaveri dalle tombe, bramosi di oro o di oggetti preziosi, che cercarono anche negli avelli, neanche si fosse trattato di sepolture alla stregua di quelle delle necropoli antiche. Ricerca vana, naturalmente.

La chiesa di Sant’Eufemia fu testimone ancora del miracolo della statua di San Nicola da Tolentino, conservata nel terzo altare di sinistra, miracolosamente preservatasi dalle battiture e dai colpi di arma da fuoco esplosi dai militari transalpini per sacrilego teppismo. Salvo una piccola scalfittura visibile sotto il pollice della mano destra, la statua rimase intatta. [immagini 23, 24 e 25]

Il secondo altare a destra della chiesa, entrando dalla porta principale, è dedicato invece a Santa Barbara. Esso era affidato alla Confraternita dei Bombardieri, i quali vi facevano officiare le Sante Messe in onore della loro Patrona. Nel giorno della sua festa poi (4 dicembre) la cappella era ricoperta di fiori, quadri, argenterie, cuoi e tappezzerie comprate a proprie spese e portate lì dagli stessi Bombardieri, che poi portavano in processione la statua della loro Patrona per le vie cittadine, distribuendo ai commilitoni santini e immagini di Santa Barbara, acquistate a Venezia un mese prima. [immagine 26]

17 - Il corpo del Conte Augusto Verità, Martire delle Pasque Veronesi e anima della sollevazione cittadina, fucilato a Porta Nuova il 16 maggio 1797, dai rivoluzionari francesi era stato gettato a marcire nella nuda terra. Con la liberazione di Verona da parte delle truppe imperiali, le spoglie del Conte sono disseppellite e, dopo solenni esequie, sono tumulate nella tomba di famiglia in Sant’Eufemia, presenti alla cerimonia militi cesarei (7 febbraio 1798). Tavola di Giulio Riosa, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.


18-19 - Verona. Cappella e sepolcro della famiglia Verità nella chiesa di Sant’Eufemia (sesto altare della fiancata sinistra, a partire dall’ingresso principale). Ultima dimora terrena del Conte Augusto Verità, eroe delle Pasque Veronesi, trucidato dai rivoluzionari francesi. Accanto alla lapide in pietra con l’iscrizione, che sorregge la colonna di destra, lo stemma dei Verità. Il dipinto che raffigura lo Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria, è di Bernardino India (1528-90).

20 - Stemma del Conte Augusto Verità, eroe delle Pasque Veronesi. Verona. Chiesa di Sant’Eufemia. Cappella Verità, sesto altare nella fiancata di sinistra della chiesa.

21 - Sagrestia della chiesa di Sant’Eufemia a Verona. Nell’ancona dell’altare in fondo, le copie lignee delle tre formelle bronzee rubate dai soldati francesi durante l’occupazione di Verona del 1796-97 e oggi al Louvre. Opera del grande scultore Andrea Briosco, detto il Riccio (1470-1532) di origini trentine, ma che si formò a Padova.


22 - I soldati francesi trasportano su di un carro un bellissimo dipinto di Felice Brusasorzi (figlio di Domenico) rubato nella chiesa di Sant’Eufemia, a Verona. Per ricettarlo, cavandone il massimo profitto, lo tagliano a brani, vendendo ciascuna figura umana a un diverso acquirente. Gennaio del 1798. Intorno alla chiesa di Sant’Eufemia marangoni e falegnami lavorano i tronchi di legno grezzo, affidati dai boscaioli all’Adige e trascinati dalla corrente fino a Verona. Tavola di Achille Capaldo, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

23 - Nella chiesa veronese di Sant’Eufemia la soldataglia francese, presa da furia sacrilega, si diverte a tirar giù con le funi la statua di San Nicola da Tolentino, nell’intento di abbatterla. Ma essa resta inspiegabilmente al proprio posto. Anche battiture e spari contro il simulacro del Santo risultano vani. Resta miracolosamente intatto. Allora i sanculotti profanano le tombe dei poveri morti, alla ricerca di oro o di oggetti di valore da rubare e ricettare. 11 agosto 1796. Tavola di Giulio Riosa, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

24 – La statua di San Nicola da Tolentino, rimasta intatta, nonostante le battiture e gli spari dei soldati francesi che bivaccavano in Sant’Eufemia, a Verona. La statua si conserva ed è visibile ancor oggi, al terzo altare a sinistra della chiesa.


25 - La statua di San Nicola da Tolentino rimasta intatta, a dispetto delle profanazioni dei soldati di Bonaparte. Solo nel pollice della mano destra compare una lieve scalfittura.

26 - Pala con Santa Barbara in gloria fra i Santi Antonio Abate e Rocco. Questa cappella era destinata ai Bombardieri, devotissimi della loro Patrona, festeggiata il 4 dicembre, la cui statua essi portavano in processione per le strade di Verona, fra un tripudio di fiori e di luminarie. Dipinto di Francesco Torbido (1540). La tela è al secondo altare a destra, entrando, nella chiesa di Sant'Eufemia, a Verona.

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