Secondo itinerario: da Piazza delle Erbe a Castelvecchio

Secondo itinerario: da Piazza delle Erbe a Castelvecchio

Prima tappa - Piazza delle Erbe e il Ghetto ebraico

Punti di interesse

Da Piazza delle Erbe, portandosi in Via Pellicciai, Via Quintino Sella, Via Rita Rosani, Via Portici si entra nel ghetto o quartiere ebraico di Verona, caratterizzato dalle altissime case e dalla Sinagoga, inaugurata nel 1929 su progetto di Ettore Fagiuoli, architetto celebre per le sue costruzioni in stile liberty. [immagini 1 e 2]

La Sinagoga sostituiva i due più antichi templi sefardita (per gli ebrei di origine spagnola e portoghese) e askenazita, per quanti provenivano dall’Europa orientale. Al tempo della Serenissima, fu realizzato il Ghetto nuovo (quello antico era in Vicolo Crocioni) e correva l’anno 1599. Sorse anzitutto per la volontà israelitica di non assimilarsi ai cristiani. E, infatti, la sua inaugurazione fu accompagnata da grandi festeggiamenti da parte della comunità ebraica.

Il ghetto aveva due aperture, una su Via Nuova, l’odierna Via Mazzini e l’altra verso Piazza delle Erbe: i cancelli venivano chiusi al calar del sole e riaperti all’alba. Un cristiano, stipendiato dalla comunità ebraica, era incaricato di effettuare questo servizio.

Frequenti erano i disordini fra le due comunità sefardita e askenaziita, tanto che nel 1718 il Capitano del Popolo fu costretto a minacciare severe sanzioni, ove non si rappacificassero.

Proprio per arginare il fenomeno delle usure che rovinavano le famiglie, per impulso del Beato Bernardino da Feltre, sorsero i Monti di Pietà (quello di Verona risale al 1490) di cui diremo più sotto. Talvolta il prestito feneratizio (più comunemente chiamato strozzinaggio) era accompagnato da vere e proprie truffe, come quella di rifilare le monete d’oro e d’argento con speciali forbici, che dava ulteriori margini di guadagno all’usuraio. Fenomeno contro cui la Dominante intervenne con assoluto rigore.

In epoca risorgimentale e, in particolare, dopo l’unità d’Italia, l’ex ghetto di Verona divenne il quartiere dei poveri, malfamato e sporco, dove allignava la delinquenza, tanto che nel 1924 se ne decise la demolizione, anche per volgari interessi speculativi. [immagine 3]

Il Ghetto ebraico, che a fine ‘700 ospitava circa un migliaio di persone, fu teatro della seconda congiura contro Venezia e contro le autorità veronesi. La prima cospirazione, quella dei giacobini filo-francesi e di elementi legati alla Framassoneria, si trova descritta nel primo itinerario.

La seconda congiura portò la polizia veneta a perquisire il quartiere israelitico, la domenica di Pasqua, 16 aprile 1797, alla vigilia dell’insurrezione cittadina contro le truppe napoleoniche, che passerà alla storia col nome di Pasque Veronesi.

La cospirazione era architettata, ancora una volta, dai giacobini, con la complicità però degli abitanti del ghetto: qui infatti i birri o sbirri veneziani procedettero a diversi arresti. Furono ritrovate casse di polvere da sparo, armi, oggetti sacri rubati dai soldati francesi nelle chiese e ricettate dai mercanti ebrei. E furono scovati anche diversi militari e spie transalpini, che nelle abitazioni israelitiche avevano trovato rifugio e protezione. La popolazione veronese, sentendosi tradita, quella stessa domenica diede l’assalto ai cancelli del ghetto di Verona. [immagini 4 e 5]

1 - L’ex ghetto ebraico di Verona, oggi, dopo il risanamento. Con la mole della Torre dei Lamberti che domina Piazza delle Erbe. Fotografia del secolo XX.


2 - La Sinagoga di Verona nell’ex ghetto ebraico, terminata nel 1929, su progetto dall’architetto Ettore Fagiuoli.

3 - Il ghetto ebraico di Verona, come si presentava prima della sua demolizione, avvenuta nel 1924. Dopo l’unità d’Italia era divenuto un quartiere malfamato e sporco, dove allignava la delinquenza. Fotografia dei primi del ‘900.

4 - Arresti nel ghetto ebraico di Verona da parte della polizia veneziana, dopo il rinvenimento di casse di esplosivi, armi, oggetti sacri rubati dai soldati francesi nelle chiese e ricettati dai mercanti ebrei, militari transalpini nascosti dagl’israeliti nelle loro abitazioni. Pasqua di Resurrezione, domenica 16 aprile 1797. Tavola di Giorgio Sartor, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

5 - La popolazione veronese, sentendosi tradita per il sostegno dato dagl’israeliti ai militari francesi occupanti, dà l’assalto ai cancelli del ghetto di Verona. Domenica di Pasqua, 16 aprile 1797. Tavola di Giorgio Sartor, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

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