Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole
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Ottava tappa - Chiesa di San Fermo e Ponte Navi
Punti di interesse
Questo capolavoro romanico-gotico di Verona, con la sua chiesa inferiore e quella superiore, benedettina l’una, francescana l’altra, ospita le reliquie dei Santi Fermo e Rustico, che nella città scaligera subirono il Martirio, in riva all’Adige (secondo la tradizione il 9 agosto del 304 d.C.). [immagine 43]
43 - La chiesa superiore (XIII secolo) dei Santi Fermo e Rustico, a Verona.
Demaniata da Bonaparte nel 1807, che ne scacciò i frati francescani, la chiesa conservò comunque la sua destinazione cultuale e fu affidata al clero secolare. Già al tempo delle Pasque Veronesi subì le attenzioni dei rivoluzionari francesi che la derubarono dei bassorilievi bronzei, opera del celebre scultore Andrea Briosco, detto il Riccio (1470-1532) trentino di nascita, ma padovano d’adozione.
Bassorilievi (tre provenienti dalla chiesa di Sant’Eufemia, a Verona e sei da San Fermo, strappati dal sarcofago della famiglia Della Torre) requisiti nel 1796 e mai più restituiti. Oggi fanno bella mostra di sé a Parigi, al Museo del Louvre. [immagine 44]
44 - Andrea Briosco, detto il Riccio (Padova, 1470 circa - ivi, 1532). Bassorilievi bronzei, datati 1516-21, asportati dal monumento funebre a Girolamo e Marc’Antonio Della Torre nella chiesa di San Fermo Maggiore, a Verona. Sui modelli classici dell’Odissea e dell’Eneide, i rilievi rappresentano fatti biografici degli scomparsi e il loro viaggio nell’aldilà dell’anima del defunto, effigiati nelle sembianze di un putto alato, con in mano un libro. Confiscati nel 1796 dai commissari rivoluzionari francesi questi bassorilievi non tornarono più a Verona e sono custoditi oggi a Parigi, al Museo del Louvre.
Quanto a Ponte Navi, più volte ricostruito, all’epoca delle Pasque Veronesi si presentava non solo diverso da com’è ora, ma in parte spostato, rispetto all’attuale collocazione. Il nome gli deriva dall’essere stato l’approdo del naviglio fluviale proveniente o diretto al Mar Adriatico. Donde anche la presenza della vicina dogana delle merci. [immagini 45 e 46]
Durante l’insurrezione delle Pasque Veronesi, gl’insorti riuscirono a costruire in pochissimo tempo un ponte di barche accostato alla mole del Ponte Navi, in direzione sud, per proteggersi dalle bombe sparate dai militari francesi dai castelli, consentendo così alla popolazione di passare il fiume senza venire mitragliati e al riparo dalle batterie in mano nemica. [immagine 47]
45 - Veduta di Ponte Navi, a Verona, risalente all’epoca scaligera (1373) con un quarto arco che scavalcava il Canale dell’Acqua Morta. Edificato da Giovanni da Ferrara e da Giacomo da Gozo per conto di Cansignorio Della Scala, era un capolavoro dell’architettura medievale, nonché simbolo della potenza scaligera, costato trentamila fiorini d’oro. Attraversato anche da un intenso traffico fluviale. Così si presentava il manufatto, poco prima della catastrofica alluvione del 2 settembre 1757, che lo distrusse. Dipinto di Bernardo Bellotto, databile fra il 1742 e il 1747.
46 - Ponte Navi fotografato nel corso dell’800. Così si presentava al tempo delle Pasque Veronesi, dopo la distruzione del manufatto medievale, causata dalla piena dell’Adige del 1757 e prima del nuovo ponte a tre campate metalliche, edificato nel 1892. Fotografia, secolo XIX.
47 - Nonostante i bombardamenti francesi dai castelli sopra le colline e nonostante i combattimenti in corso, i veronesi riescono a costruire un ponte di barche a ridosso di Ponte Navi (21 aprile 1797). Gli abitanti possono così passare il fiume e trasferire viveri e beni di necessità dalla sponda destra alla sinistra dell’Adige e viceversa, al riparo dalle artiglierie francesi che spazzano i ponti e mitragliano le abitazioni. Tavola di Beniamino Delvecchio, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.
43 - La chiesa superiore (XIII secolo) dei Santi Fermo e Rustico, a Verona.Demaniata da Bonaparte nel 1807, che ne scacciò i frati francescani, la chiesa conservò comunque la sua destinazione cultuale e fu affidata al clero secolare. Già al tempo delle Pasque Veronesi subì le attenzioni dei rivoluzionari francesi che la derubarono dei bassorilievi bronzei, opera del celebre scultore Andrea Briosco, detto il Riccio (1470-1532) trentino di nascita, ma padovano d’adozione.
Bassorilievi (tre provenienti dalla chiesa di Sant’Eufemia, a Verona e sei da San Fermo, strappati dal sarcofago della famiglia Della Torre) requisiti nel 1796 e mai più restituiti. Oggi fanno bella mostra di sé a Parigi, al Museo del Louvre. [immagine 44]
44 - Andrea Briosco, detto il Riccio (Padova, 1470 circa - ivi, 1532). Bassorilievi bronzei, datati 1516-21, asportati dal monumento funebre a Girolamo e Marc’Antonio Della Torre nella chiesa di San Fermo Maggiore, a Verona. Sui modelli classici dell’Odissea e dell’Eneide, i rilievi rappresentano fatti biografici degli scomparsi e il loro viaggio nell’aldilà dell’anima del defunto, effigiati nelle sembianze di un putto alato, con in mano un libro. Confiscati nel 1796 dai commissari rivoluzionari francesi questi bassorilievi non tornarono più a Verona e sono custoditi oggi a Parigi, al Museo del Louvre.Quanto a Ponte Navi, più volte ricostruito, all’epoca delle Pasque Veronesi si presentava non solo diverso da com’è ora, ma in parte spostato, rispetto all’attuale collocazione. Il nome gli deriva dall’essere stato l’approdo del naviglio fluviale proveniente o diretto al Mar Adriatico. Donde anche la presenza della vicina dogana delle merci. [immagini 45 e 46]
Durante l’insurrezione delle Pasque Veronesi, gl’insorti riuscirono a costruire in pochissimo tempo un ponte di barche accostato alla mole del Ponte Navi, in direzione sud, per proteggersi dalle bombe sparate dai militari francesi dai castelli, consentendo così alla popolazione di passare il fiume senza venire mitragliati e al riparo dalle batterie in mano nemica. [immagine 47]
45 - Veduta di Ponte Navi, a Verona, risalente all’epoca scaligera (1373) con un quarto arco che scavalcava il Canale dell’Acqua Morta. Edificato da Giovanni da Ferrara e da Giacomo da Gozo per conto di Cansignorio Della Scala, era un capolavoro dell’architettura medievale, nonché simbolo della potenza scaligera, costato trentamila fiorini d’oro. Attraversato anche da un intenso traffico fluviale. Così si presentava il manufatto, poco prima della catastrofica alluvione del 2 settembre 1757, che lo distrusse. Dipinto di Bernardo Bellotto, databile fra il 1742 e il 1747.
46 - Ponte Navi fotografato nel corso dell’800. Così si presentava al tempo delle Pasque Veronesi, dopo la distruzione del manufatto medievale, causata dalla piena dell’Adige del 1757 e prima del nuovo ponte a tre campate metalliche, edificato nel 1892. Fotografia, secolo XIX.
47 - Nonostante i bombardamenti francesi dai castelli sopra le colline e nonostante i combattimenti in corso, i veronesi riescono a costruire un ponte di barche a ridosso di Ponte Navi (21 aprile 1797). Gli abitanti possono così passare il fiume e trasferire viveri e beni di necessità dalla sponda destra alla sinistra dell’Adige e viceversa, al riparo dalle artiglierie francesi che spazzano i ponti e mitragliano le abitazioni. Tavola di Beniamino Delvecchio, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.