Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole
Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole
Quarta tappa - Porta dei Bombardieri
Punti di interesse
Attraversando il passaggio che da Piazza dei Signori immette nel Palazzo del Capitano del Popolo, [immagini 29 e 30] si perviene alla seicentesca Porta dei Bombardieri. [immagine 31]
29 - Piazza dei Signori a Verona, come si presentava in una cartolina del 1920. Il Palazzo del Podestà è ancora privo della merlatura e dei restauri neoromanici che appariranno nel decennio successivo. A destra, il Palazzo del Capitanio.
30 - Il Palazzo del Capitano del Popolo o di Cansignorio della Scala (1364) come si presenta oggi. Durante il felice period
o asburgico (1814-1866) Verona, ubicata al centro del Quadrilatero, fu capitale militare e di fatto anche di governo del Regno del Lombardo-Veneto, città prediletta dall’Imperatore d’Austria Francesco I. Sede, dal 1816, del Senato Lombardo-Veneto, ospitato proprio nel Palazzo dei Capitani del Popolo, in Piazza dei Signori.
31 - Verona. Cortile dei Tribunali. La Porta dei Bombardieri, innalzata nel 1667, opera dell’Architetto Giovan Battista Miglioranzi. La porta, sorta di arco trionfale, è decorata da cannoni, mortai, tamburi, barili di polvere, faretre e armi da battaglia. Dava accesso al giardino del Palazzo del Capitano del Popolo (l’odierna Piazza delle Poste) dove la Scuola o Confraternita dei Bombardieri aveva la sua sede. Lì vi era anche la chiesa di Santa Barbara, loro Patrona, cui erano devotissimi e che sorgeva proprio di fronte al Teatro Nuovo, chiesa purtroppo poi demolita e oggi non più esistente.
I Bombardieri furono una confraternita di artiglieri civici, sorta nel ‘500. Essi parteciparono numerose volte alle guerre ingaggiate dalla Serenissima contro i suoi nemici. Ad esempio all’epica battaglia navale di Lepanto contro il Turco del 7 ottobre 1571, ma anche ai combattimenti delle Pasque Veronesi, specie innanzi a Castelvecchio e alle altre fortezze sulle colline, occupate dai francesi. [immagine 32]
La loro sede era presso la chiesa di Santa Barbara, appena fuori della Porta dei Bombardieri, nell’odierna Piazza delle Poste.
I Bombardieri erano reclutati fra gli artigiani, in età fra i 18 e i 35 anni. Avevano il compito di addestrarsi in Piazza Cittadella ogni domenica, gratuitamente, nell’uso delle armi da fuoco di grosso calibro. E di partecipare a gare di tiro.
Equiparati ai soldati di professione (dai Bombardieri si svilupperà poi il corpo vero e proprio degli artiglieri professionisti dell’esercito) venivano stipendiati solo nel caso partecipassero effettivamente a battaglie o ad esercitazioni militari. Il numero di adesioni al Corpo era talmente alto, che dovette essere contingentato a non più di cinquecento Bombardieri.
32 - Artiglieri civici in uniforme settecentesca. Bombardiere semplice, armato di schioppo e di spada, accanto a un cannone navale e con scòvolo in mano per pulire la canna del pezzo dai detriti. Ricostruzione di Danilo Morello. Tavola di Beniamino Delvecchio, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.
Erano devotissimi a Santa Barbara, [immagine 33] la cui statua trasportavano processionalmente ogni anno per le strade di Verona, nel giorno della sua festa (4 dicembre) con l’ausilio di facchini, sui cui abiti neri spiccavano immagini della Santa cucite sulla stoffa. Dopo la Messa solenne cantata in Sant’Eufemia, partiva la processione, scandita dal suono grave e ritmato dei tamburi della Confraternita, accompagnato dai rintocchi a festa delle campane di Sant’Eufemia e della Torre civica o dei Lamberti.
La chiesa di Santa Barbara e la Confraternita dei Bombardieri vennero soppresse dal Regime napoleonico nel 1806.
33 - Santa Barbara, Patrona dei Bombardieri, effigiata nel Libro delli Privilegi concessi dal Serenissimo Principe di Venezia alla Scolla [Scuola] de i Bombardieri di Verona. Anonimo. Manoscritto conservato alla Biblioteca Civica di Verona.

30 - Il Palazzo del Capitano del Popolo o di Cansignorio della Scala (1364) come si presenta oggi. Durante il felice periodo asburgico (1814-1866) Verona, ubicata al centro del Quadrilatero, fu capitale militare e di fatto anche di governo del Regno del Lombardo-Veneto, città prediletta dall’Imperatore d’Austria Francesco I. Sede, dal 1816, del Senato Lombardo-Veneto, ospitato proprio nel Palazzo dei Capitani del Popolo, in Piazza dei Signori.
31 - Verona. Cortile dei Tribunali. La Porta dei Bombardieri, innalzata nel 1667, opera dell’Architetto Giovan Battista Miglioranzi. La porta, sorta di arco trionfale, è decorata da cannoni, mortai, tamburi, barili di polvere, faretre e armi da battaglia. Dava accesso al giardino del Palazzo del Capitano del Popolo (l’odierna Piazza delle Poste) dove la Scuola o Confraternita dei Bombardieri aveva la sua sede. Lì vi era anche la chiesa di Santa Barbara, loro Patrona, cui erano devotissimi e che sorgeva proprio di fronte al Teatro Nuovo, chiesa purtroppo poi demolita e oggi non più esistente.I Bombardieri furono una confraternita di artiglieri civici, sorta nel ‘500. Essi parteciparono numerose volte alle guerre ingaggiate dalla Serenissima contro i suoi nemici. Ad esempio all’epica battaglia navale di Lepanto contro il Turco del 7 ottobre 1571, ma anche ai combattimenti delle Pasque Veronesi, specie innanzi a Castelvecchio e alle altre fortezze sulle colline, occupate dai francesi. [immagine 32]
La loro sede era presso la chiesa di Santa Barbara, appena fuori della Porta dei Bombardieri, nell’odierna Piazza delle Poste.
I Bombardieri erano reclutati fra gli artigiani, in età fra i 18 e i 35 anni. Avevano il compito di addestrarsi in Piazza Cittadella ogni domenica, gratuitamente, nell’uso delle armi da fuoco di grosso calibro. E di partecipare a gare di tiro.
Equiparati ai soldati di professione (dai Bombardieri si svilupperà poi il corpo vero e proprio degli artiglieri professionisti dell’esercito) venivano stipendiati solo nel caso partecipassero effettivamente a battaglie o ad esercitazioni militari. Il numero di adesioni al Corpo era talmente alto, che dovette essere contingentato a non più di cinquecento Bombardieri.

32 - Artiglieri civici in uniforme settecentesca. Bombardiere semplice, armato di schioppo e di spada, accanto a un cannone navale e con scòvolo in mano per pulire la canna del pezzo dai detriti. Ricostruzione di Danilo Morello. Tavola di Beniamino Delvecchio, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.
Erano devotissimi a Santa Barbara, [immagine 33] la cui statua trasportavano processionalmente ogni anno per le strade di Verona, nel giorno della sua festa (4 dicembre) con l’ausilio di facchini, sui cui abiti neri spiccavano immagini della Santa cucite sulla stoffa. Dopo la Messa solenne cantata in Sant’Eufemia, partiva la processione, scandita dal suono grave e ritmato dei tamburi della Confraternita, accompagnato dai rintocchi a festa delle campane di Sant’Eufemia e della Torre civica o dei Lamberti.
La chiesa di Santa Barbara e la Confraternita dei Bombardieri vennero soppresse dal Regime napoleonico nel 1806.
