Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole

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Settima tappa – Pescheria veneziana, Ponte Nuovo, chiesa di San Tommaso di Canterbury e Piazza Isolo

Ci trasferiamo da Piazzetta Chiavica, in Via Trota: si giunge così in Piazzetta Pescheria, dove ci accoglie l’edificio dell’antica pescheria veneziana, intonacata di rosso e con merli alla veneta, purtroppo adibita oggi a supermercato. [immagine 38]

38 - La Pescheria veneziana, in Piazzetta Pescheria, a Verona.

39 - Veduta settecentesca di Verona da Ponte Nuovo, verso Castel San Pietro e Castel San Felice. Dame e cavalieri a passeggio, mentre sulla sponda del fiume galleggiano i mulini. Stampata presso Marco Moroni. Verona 1750 circa.

40 - Verona. La quattrocentesca chiesa di San Tommaso Becket o di San Tommaso Cantuariense, già bivacco delle truppe napoleoniche ed espropriata nel 1806 da Bonaparte.


Da Via Ponte Nuovo e da Lungadige Rubele perveniamo a Ponte Nuovo, ricostruito ben 12 volte a causa delle piene recate dall’Adige e altre distruzioni. [immagine 39] Attraversato il quale, si passa accanto all’imponente chiesa romanico-gotica di San Tomaso Cantuariense o di Canterbury, dedicata a San Tomaso Becket. [immagine 40] Lo splendido edificio quattrocentesco fu adibito a bivacco per le truppe di Bonaparte, con decreto della Municipalità giacobina (gennaio 1797) e, ancora, nel 1805. Nel 1806 fu secolarizzata dai decreti napoleonici, mentre l’ex convento carmelitano, ristrutturato in stile neoromanico, divenne carcere militare in epoca austriaca e, più di recente, sede degli uffici dell’Intendenza di Finanza.

Giungiamo così in Piazza Isolo, un tempo l’Isolo, un’isola fluviale circondata dall’Adige e da un suo braccio, il Canale dell’Acqua Morta, che si distaccava dal fiume poco dopo il Teatro Romano per poi ricongiungersi al corso principale all’altezza di Ponte Navi. Tutta la zona dell’Isolo, prima dell’interramento (l’attuale Interrato dell’Acqua Morta) era percorsa da imbarcazioni fluviali. E ci si muoveva in gondola e in barca, come a Venezia. Numerose erano le segherie attive in zona, che lavoravano i tronchi provenienti dalle montagne alpine, adagiati in acqua da esperti zattieri (o zattereri o radaroli) e trasportati a valle dalla corrente dell’Adige. Radaroli, i quali ne seguivano il corso fino alla pianura. [immagine 41]

Al tempo delle Pasque Veronesi, anche questa zona fluviale di Verona fu teatro di aspri combattimenti fra popolani e militi veneziani e veronesi da un lato e i rivoluzionari francesi dall’altro. [immagine 42]

41 - Veronetta era un tempo luogo d’acque e di canali, dove ci si muoveva in barca e in gondola, come a Venezia. Il Canale dell'Acqua Morta, a Veronetta (oggi Interrato dell'Acqua Morta) visto da sud verso nord. Olio su tela di Vittorio Avanzi. 1882 circa.

42 - Soldati francesi braccati dai veronesi e dai militari veneziani lungo il Canale dell’acqua morta (oggi Interrato dell’acqua morta) dell’antica Veronetta, storico quartiere cittadino. Tavola di Giuseppe Rava, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

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