Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole
Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole
Seconda tappa - Cortile Mercato Vecchio e Torre dei Lamberti
Punti di interesse
13 - Cortile Mercato Vecchio e la Torre dei Lamberti, come si presentano oggi.
13 - Cortile Mercato Vecchio e la Scala della Ragione, a Verona. Costruita nel 1446, la scala si presentava coperta, ancora nel tardo Ottocento. Dipinto di Giuseppe Ferrari, 1865.Ci spostiamo adesso in Cortile Mercato Vecchio, passando dall’Arco della Costa, che prende questo nome dalla costola di balena o di capodoglio che nel ‘700 vi fu appesa da un marinaio.
Cortile Mercato Vecchio, così chiamato perché qui si teneva un tempo il mercato dei grani, prima che fosse trasferito in Bra, oltre a quello che si teneva in Piazza delle Erbe, è arricchito dalla quattrocentesca Scala della Ragione, dalle eleganti linee tardogotiche e un tempo coperta. Il cortile è dominato dalla gigantesca mole della torre civica, detta Torre dei Lamberti. Si trova nel cuore della Verona comunale e scaligera. La scala fu addossata al Palazzo della Ragione, per consentire un accesso verticale diretto agli uffici giudiziari, dove si amministrava per l’appunto la Giustizia e si poteva ottenere ragione delle proprie pretese.
In questi edifici, nella Cappella dei Notai, cui si accede proprio dalla Scala della Ragione, fu conservato il trattato di pace siglato al termine dell’insurrezione delle Pasque Veronesi fra le autorità comunali (abbandonate al loro destino da quelle veneziane) e i Comandi militari francesi. Fra le condizioni pattuite, vi erano quelle — essenziali — di preservare la Religione, le vite e le proprietà dei veronesi. Ma, subito dopo la capitolazione della città e la sua rioccupazione da parte dei rivoluzionari francesi, il trattato fu tratto dall’Archivio del Comune e bruciato dai giacobini, per non essere vincolati alle sue condizioni e per poter dar sfogo liberamente alla propria volontà di assassinio e di depredazione.
Infatti, con ordine della Municipalità democratica del 1° maggio 1797, i veronesi furono obbligati a consegnare (entro 24 ore se residenti in città, entro tre giorni, se nel distretto) tutti i loro ori, gioie, argenti e preziosi, inclusi persino cinturini e fibbie di scarpe, orecchini e monili femminili, di cui i giacobini fecero bottino. [immagine 15]

Durante le Pasque Veronesi, dalla torre civica detta Torre dei Lamberti, la più alta della città, le antiche campane bronzee cinquecentesche del Rengo e della Marangona, udibili a chilometri di distanza, chiamavano giorno e notte la popolazione di città e contado a raccolta. E a impugnare le armi contro Bonaparte e contro i suoi soldati. La campana a martello era all’epoca il segnale d’allarme, lanciato in caso di pericolo. Il suono delle campane della torre civica veniva poi ripreso dai campanili di tutte le chiese della città e del contado, per giungere fin negli angoli più remoti del distretto veronese e anche oltre.
16 - La Torre dei Lamberti col grande drappo lungo 30 metri con i colori azzurro e oro di Verona (e di Venezia) e con la bandiera marciana che sventola dall’alto, durante una rievocazione delle Pasque Veronesi. Per tutta la durata dell’insurrezione, le campane cinquecentesche della torre chiamavano notte e giorno la popolazione della città e del contado alle armi. Mentre i campanili di tutte le chiese del distretto veronese e oltre riprendevano l’allarme.
17 - Verona durante le Pasque Veronesi, bersagliata dalle bombe francesi che piovono dal cielo sulla città, mentre prosegue incessante il suono delle campane a martello della Torre dei Lamberti e dei campanili delle chiese di città e contado, per chiamare il popolo alle armi. Di notte gl’incroci delle strade erano illuminati da barili di pece sempre accesa, mentre continuavano ovunque i combattimenti. 17 aprile 1797. Tavola di Francesco Bonanno, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.Dall’alto della Torre dei Lamberti, oggi aperta al pubblico, si ammira un panorama incomparabile sulla città e si possono indicare alcuni luoghi delle Pasque Veronesi, fra cui Piazza Bra, i castelli sulle colline e il sottostante ghetto ebraico, dove gl’israeliti davano man forte ai soldati francesi durante i combattimenti, nascondendoli e armandoli.