Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole

Primo itinerario: da Piazza delle Erbe a Porta Vescovo, fino al Lazzaretto e a Mizzole

Prima tappa - Piazza delle Erbe

Punti di interesse


1 - Piazza delle Erbe, oggi. In primo piano l’edicola gotica trecentesca e, sullo sfondo, la medievale Torre del Gardello.


2 - Piazza delle Erbe sovrastata dalla Torre dei Lamberti, la più alta della città (84 metri).


3 - Piazza delle Erbe di notte, con la Torre dei Lamberti e, in primo piano, la colonna col leone marciano ricollocato nel 1886, al posto di quello abbattuto dai giacobini nel 1797.

è la piazza storica dei veronesi, per alcuni addirittura la più bella del mondo. Un tempo foro romano della città, è contrassegnata da edifici monumentali come la medievale Torre del Gardello, il seicentesco Palazzo Maffei, l’antico Palazzo Comunale che fronteggia la Casa dei Mercanti o Domus Mercatorum (rimaneggiata nell’800). Sovrasta la piazza la Torre dei Lamberti, la più alta della città, coi suoi 84 metri. Su Piazza delle Erbe s’innalza anche la magnifica colonna col leone marciano, elevata nel 1524. Ai piedi di essa trovavano riparo i debitori, sotto la protezione del Leone, godendo qui del diritto di asilo e di non essere perseguibili dai creditori e dalla Giustizia, finché stazionavano lì. Vicino alla colonna sono la fontana medievale di Madonna Verona, con una statua di epoca romana, risalente al 380 d.C.; e la berlina o tribuna, dove avveniva l’insediamento dei Podestà. L’edicola sacra trecentesca, in forme gotiche, con i Santi Zeno, Pietro Martire e Cristoforo, oggi collocata nel capo della piazza che dà verso Via Cappello, si trovava un tempo a lato della berlina, prossima all’Arco della Costa.

Per le immagini che ricostruiscono Piazza delle Erbe nei secoli (in epoca romana, scaligera, veneziana e nel XIX secolo) cfr. al seguente link: http://www.traditio.it/PASQUE%20VERONESI/2022/maggio/6/Piazza%20delle%20Erbe%20a%20Verona,%20nella%20storia.%20Una%20cavalcata%20nel%20tempo,%20dall'evo%20antico%20al%20XIX%20secolo.pdf

Al tempo dell’insurrezione delle Pasque Veronesi (17-25 aprile 1797) Piazza delle Erbe fu teatro di accesi scontri tra militari francesi e soldati veneziani e veronesi, coadiuvati dalla popolazione.

4 - Insurrezione delle Pasque Veronesi. Combattimenti in Piazza delle Erbe, a Verona, fra popolani, Guardie Nobili e soldati Schiavoni della Serenissima da un lato e militari francesi di Napoleone Bonaparte, dall’altro lato. 17 aprile 1797. Tavola di Anatolio, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

Terminata la sollevazione popolare, il 6 maggio 1797 i giacobini italiani, partigiani dei francesi, abbatterono il Leone di San Marco che da 273 anni stava in cima alla colonna di Piazza delle Erbe. Il Leone, capolavoro dello scultore Giorgio Lascaris, detto il Pyrgoteles, fu da essi atterrato in spregio alla Serenissima.

5 - Il leone marciano sulla colonna di Piazza delle Erbe viene distrutto a martellate e precipitato dabbasso dai municipalisti filo-francesi, nel compianto e nell’ira dell’intera popolazione. I giacobini profanano anche il glorioso vessillo marciano. 6 maggio 1797. Tavola di Francesco Bonanno, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

In tutta la Dominante furono addirittura 5mila i leoni marciani sistematicamente scalpellati o distrutti dai franco-giacobini, tanto che lo studioso Alberto Rizzi, nella sua monumentale monografia dedicata al leone marciano (I Leoni di San Marco. Il simbolo della Repubblica Veneta nella scultura e nella pittura, 2 volumi, Arsenale Editrice, Venezia 2001, volume I, p. 92) ha coniato al riguardo un termine apposito, quello di leontoclastia.

Il 17 gennaio 1809 la piazza assistette all’esecuzione capitale di due patrioti veneti, Giuseppe Pelizzoni, chirurgo e Giovanni Enrico Trieste, avvocato, che desideravano la restaurazione della Serenissima, condannati per questo alla massima pena dal Regime napoleonico.

6 – Ancora nel 1809, due ex sudditi veneti, “rei” di aver desiderato la restaurazione della Serenissima, sono condannati a morte dal Regime napoleonico per alto tradimento. Sono il 56enne Giuseppe Pelizzoni, chirurgo e il 40enne Giovanni Enrico Trieste, avvocato, colpevoli di aver “macchinato, esteso e diramato un Piano di rivoluzione diretto a sovvertire l’ordine pubblico, ed a distruggere l’attuale sistema di Governo per far risorgere il Veneto”, si legge nella sentenza. Sullo sfondo, gendarmi napoleonici disperdono manifestanti per San Marco. 17 gennaio 1809. Tavola di Mario Zara, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

Nel 1811, per piaggeria verso l’Impero bonapartista, il Podestà Ignazio Guastaverza progettò addirittura di collocare una statua in onore di Napoleone sulla colonna in Piazza delle Erbe, al posto dell’abbattuto Leone marciano. In onore cioè di colui che aveva distrutto lo Stato Veneto e ch’era stato il carnefice di Verona, al tempo dell’insurrezione delle Pasque Veronesi. Ma la Campagna di Russia del 1812, disastrosa per Bonaparte e per la Francia e i trionfi delle Potenze europee alleate nella sesta e nella settima coalizione antinapoleonica, determinarono lo spodestamento del còrso, costretto ad abdicare (4 aprile 1814). Il progetto d’innalzare una statua a Bonaparte fu abbandonato per sempre.

Per gran parte del XIX secolo la colonna di Piazza delle Erbe rimase orba del Leone, ricollocato in cima ad essa solo il 25 aprile 1886, giorno di San Marco, con grande pompa e con immenso concorso di popolo.

7 - Piazza delle Erbe, a Verona, nella prima metà dell’800, con la colonna priva del Leone marciano, abbattuto dalla furia iconoclasta dei rivoluzionari italiani alleati dei francesi. Stampa a colori del secolo XIX. Disegno e incisione litografica di Deroy.


8 - Piazza delle Erbe. Veduta senza i banchi (e senza il Leone marciano sulla colonna). Disegno di Luigi Svidercoschi. Incisione di Domenico Bonatti. In Verona dalla calcografia Benassuti. Senza data (1825 circa). Acquatinta.


9 - Verona, 25 aprile 1886. Una folla immensa si raduna in Piazza delle Erbe, per la ricollocazione del Leone marciano sopra la colonna. Foto del tempo di Ludovico Haiser, restaurata da Andrea Gatti, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.


Il 7 maggio 1797, sempre in Piazza delle Erbe, a Verona, i giacobini avevano distrutto anche gli stemmi e i trofei dei Vicari e Consoli dell’antica Casa dei Mercanti o Domus Mercatorum prospiciente la piazza e che risaliva all’epoca comunale, essendo stata edificata dagli Scaligeri. L’attuale facciata neoromanica risale invece al tardo Ottocento. I giacobini ammassarono in piazza e diedero fuoco alle tele con i ritratti dei Podestà e dei Capitani di Verona, asportati dall’antico Palazzo del Governo che affacciava su Piazza dei Signori, odierna sede dell’amministrazione provinciale e della Prefettura.

10 - I giacobini abbattono stemmi e trofei dei Vicari e dei Consoli dell’antica Casa dei Mercanti in Piazza delle Erbe, a Verona. L’edificio risaliva all’epoca comunale ed era stato edificato dagli Scaligeri. 7 maggio 1797. Tavola di Sofia Terzo, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.


11 - Presso il capitello o tribuna di Piazza delle Erbe i giacobini ammassano e danno fuoco alle tele con i ritratti dei Podestà e dei Capitani veneziani di Verona. Li avevano asportati dall’antico Palazzo del Governo che affaccia su Piazza dei Signori, odierna sede dell’amministrazione provinciale e della Prefettura. 7 maggio 1797. Tavola di Michela Cacciatore, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.


12 – Insurrezione delle Pasque Veronesi (17-25 aprile 1797). Battaglia fra Insorgenti veronesi e militari francesi in Piazza delle Erbe. Tavola di Quirino Maestrello, su commissione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi.

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